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Palaronda Soft Trek: itinerario sulle Dolomiti tra le Pale di San Martino – Giorno 4

La stagione è all’inizio, i rifugi sono aperti da appena due settimane e di gente “in giro” ce n’è ancora poca. Anche al rifugio Canali-Treviso quindi abbiamo la fortuna di essere in stanza da soli e la tranquillità assoluta dell’ambiente ci permette di goderci una profonda dormita. Ci svegliamo comunque presto perchè, sebbene si sia optato per il percorso alternativo all’itinerario originale, questo non significa che esso sia meno oneroso in termini di tempo necessario. Meno impegnativo forse si, ma non più corto, ci ha confermato anche il gestore del rifugio che, molto gentilmente, ci scrive su un foglietto il percorso e i vari sentieri che dobbiamo seguire.

Indicazioni per la versione alternativa della 4a tappa

Indicazioni per la versione alternativa della 4a tappa

Il programma, in sostanza, prevede: ripercorrere al contrario la strada di ieri lungo i sentieri 707 e 709, superando nuovamente Malga Canali e i ruderi di Malga Pradidali, e tornando fino alla Portela per poi qui prendere il Troi De Rodena, fino ad immetterci sulla via per San Martino di Castrozza seguendo prima il sentiero 747 e poi il 731. Tutto chiaro!

Facciamo la solita sostanziosa colazione, prepariamo tutto l’armamentario e prima di ripartire salutiamo la combricola dei papà con figli al seguito, ancora alle prese con tazze di latte e fette di pane cariche di marmellata.

La prima parte del percorso, avendola già fatta, seppur in senso opposto, da meno di 24 ore, ci “annoia” un po’, anche se il fatto di conoscere la strada ci permette di procedere a spasso spedito ma, allo stesso tempo, con la serenità di chi sa già dove andare e cosa lo aspetta. Scendiamo agilmente il pezzo in discesa che dal rifugio, dopo il passaggio sul ponticello, porta al breve tratto di strada.

Le caprette nel prato di Malga Canali

Le capretta nel prato di Malga Canali

Imbocchiamo quindi il sentiero che attraversa il prato, immerso nel silenzio più totale con alcune caprette come uniche forme di vita già operative, e porta alla Malga Canali.
Oltrepassata la Malga il sentiero ci immette nel bosco, dove il nostro cammino viene accompagnato e reso ancora più piacevole dal profumo degli alberi e dalla serenità che l’ambiente trasmette.
In un tempo che ci sembra di percepire inferiore a quello che probabilmente è stato in realtà siamo di nuovo sul ponticello di legno, segno che stiamo per immetterci sul sentiero che costeggia il ruscello e ci riporta verso la Portela. Il ponticello è un bel posto per una rapida pausa, una bevuta e qualche foto prima di riprendere la marcia.

Il ponticello che sancisce l'uscita dal bosco e immette sul sentiero verso la Portela

Il ponticello che sancisce l’uscita dal bosco e immette sul sentiero verso la Portela – (scattata con GoPro Hero3+ Silver)

Usciamo dal bosco e imbocchiamo quindi il sentiero che risale la Val Canali; in senso opposto questo tratto sembra essere più lungo di quanto non lo sia stato il giorno precedente e, mentre continuiamo a ripeterci “dai che ci siamo”, la Portela sembra non arrivare mai. Invece è sempre al suo posto e finalmente la raggiungiamo, concludendo così la parte a ritroso del percorso sul tratto già conosciuto. Togliamo gli zaini e ci concediamo una pausa leggermente più lunga e un pezzo di cioccolato, comodamente seduti sulle panchine.

La Portela: il crocevia per tutte le direzioni

La Portela: il crocevia per tutte le direzioni

Le nubi iniziano a coprire le cime

Le nuvole iniziano a coprire le cime

Dopo una ventina di minuti ripartiamo, finalmente su un tratto di strada “nuovo”. Una prima parte di sentiero, l’attraversamento di qualche pietraia e poi un tratto su strada sterrata dove aumentiamo il passo ci portano, indicativamente in una mezz’ora abbondante, al bivio per il Troi de Rodena che ci ributta dentro al bosco. Qua la segnalatica ci mostra anche l’indicazione per San Martino di Castrozza, con relativa stima del tempo di percorrenza che è di ancora 3 ore e mezza.
Indicazioni per il Troi De Rodena e San Martino

Indicazioni per il Troi De Rodena e San Martino

Ci aspettavamo qualcosa di meno e ci mettiamo qualche istante a metabolizzare la notizia. Ci facciamo comunque forza e imbocchiamo il Troi De Rodena, attraversiamo un piacevole tratto all’interno del bosco, accompagnati dal canto degli uccellini, e proseguiamo senza sosta macinando chilometri e seguendo, ad ogni bivio, le indicazioni per San Martino.

Stiamo sostanzialmente circumnavigando il Sass Maor, ad una quota di percorrenza che dovrebbe essere intorno ai 1500 metri. Uno degli incroci ci mostra anche la strada per il rifugio Velo della Madonna, una delle tappe della versione Hard del Palaronda Trek.
Dopo un po’ lasciamo il bosco per sbucare su una ampia strada sterrata e procediamo iniziando a fare i conti con un po’ di stanchezza e col peso dello zaino che, in spalla da 4 giorni consecutivi per molte ore, inizia a farsi un po’ sentire. Seguiamo la strada fino al “capolinea” e qui imbocchiamo un sentiero in discesa, reso più difficile del dovuto dal molto fango formatosi, e procediamo con la sensazione di aver percorso un numero di chilometri di gran lunga superiore rispetto ai giorni precedenti. La strada alternativa alla “normale” quarta tappa del Palaronda Soft Trek non presenterà certo grandi dislivelli o tratti impegnativi ma di certo si sta rivelando parecchio lunga; l’iPhone che monitorava il nostro tragitto con Runtastic si è spento quasi in concomitanza con il cartello che indicava un’ora per San Martino, dopo aver tracciato già quasi 23km.

Percorso del giorno 4 "alternativo" del Palaronda Soft Trek

Percorso del giorno 4 “alternativo” del Palaronda Soft Trek

La strada davanti a noi si apre poi su ampi prati e intravediamo finalmente San Martino in lontananza; percorriamo il tratto in discesa e siamo in paese. Ci siamo quasi, ci resta solo da attraversare il piccolo abitato e tornare al punto di partenza, gli impianti Colverde-Rosetta dove abbiamo lasciato l’auto. I km dell’ultima tappa sono alla fine circa 28, ma ora siamo arrivati e la stanchezza lascia presto spazio alla soddisfazione. Prendiamo l’auto e rientriamo a Feltre.
Durante il viaggio di ritorno abbiamo il tempo di ripercorrere mentalmente quello che è stato questo Palaronda Soft Trek: un’esperienza stupenda in mezzo alla natura, attraversando paesaggi di rara bellezza.
Visto che l’avevamo ricevuto come consiglio, noi, a nostra volta, lo consigliamo a tutti gli appassionati di montagna che vogliono godersi un percorso di qualche giorno pernottando in rifugio.

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