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Torrentismo in Valsesia con Hidronica

Sabato, raccogliendo l’invito dell’amico Giuàn, abbiamo messo su una bella squadra di pazzi e siamo partiti alla volta della Valsesia, per andare poi, domenica mattina, a fare torrentismo con la società Hidronica. Abbiamo campeggiato a Campertogno, al campeggio il gatto e la volpe, che è veramente meritevole: bello, spazioso, pulito, in riva al fiume, e molto economico: in tenda sono 8 euro a testa a notte, 6 euro per chi, come noi, presenta la tessera di hidronica. Un po’ meno economico è il ristorante interno, ma la qualità non si può certo discutere.
Il torrentismo è stato una vera figata. Ci siamo svegliati presto arrivando al campo base con un buon anticipo e una volta iniziata la fase di vestizione, muta, giubbino, imbrago e casco abbiamo iniziato a gasarci di brutto. Quindi il trasferimento sul luogo di partenza, sopra a Scopa (VC), la spiegazione basilare delle nostre 2 ottime guide, e siamo partiti. Un bel tuffo all’indietro per entrare nell’acqua ghiacciata, che però grazie alle mute non si sentiva e siamo partiti. Subito il primo salto, un 3 metri e mezzo circa, giusto per capire come funziona la cosa. Qualche pezzo facendosi trasportare dall’acqua, qualche cascatina dietro la quale nascondersi e siamo arrivati ad uno scivolo naturale con una buona portata d’acqua, un paio di curve e un volo da una cascata di 4-5 metri. Spettacolare. Una volta passati tutti dalla cascata la guida ci ha indicato una corda dalla quale, i più temerari, potevano risalire la roccia e saltare giù da essa per un volo di circa 8 metri. Detto fatto, o quasi. Nel senso che visto da sotto sembrava tutto più facile, ma una volta sulla roccia, giunto il momento di saltare, le gambe non erano molto d’accordo, ma poi si è andati e via: uno sballo! Abbiamo proseguito lungo il torrente, tra un salto e l’altro (piccoli ma troppo divertenti), abbiamo fatto un passaggio calandoci con la corda, cosa che credevamo tutti molto più semplice invece è un gran casino e, dopo esserci arrampicati con una corda e aver costeggiato il fianco della montagna, ci siamo ritrovati sopra una roccia, ad un’altezza di circa 15 metri dall’acqua. Obiettivo: calarsi con la corda per qualche metro, fino ad un’altezza di circa 11 metri, staccare il moschettone e saltare nel vuoto. Requisiti: palle quadrate. Solo in pochi le hanno avute (Ene, Ska e Nico); io una volta staccato il moschettone e arrivato il momento di saltare sono rimasto bloccato, avrei voluto ma non ci riuscivo; lo scenario sotto non mi convinceva. Peccato che calandomi con la corda abbia lasciato un pezzo di dito attaccato alla roccia; a saperlo avrei saltato. Abbiamo proseguito con altri salti, poi un bel pezzo di camminata e ci hanno quindi annunciato di essere giunti al saltone finale, un po’ meno alto del precedente; era sui 9 metri ma un pochino più difficile perché si doveva saltare più lungo e prendendo un po’ la mira. Il solito attimo di indecisione una volta arrivato sulla roccia ma poi via, in un super volo del quale però, la prima volta, non fai in tempo a capire nulla. Ma siccome eravamo alla fine del percorso c’era il sentiero per risalire e chi voleva poteva fare il bis. E infatti cosi abbiamo fatto: ci siamo ributtati, e siamo riemersi gasatissimi, godendoci la botta di adrenalina che ti dà un salto da una roccia di 9 metri in una pozza d’acqua di un torrente. Una vera figata!
Alla fine (siamo rientrati intorno alle 14:00), ci è stato offerto un ottimo bicchiere di te caldo con i biscotti, che dopo una mattinata a bagno in un torrente di montagna, seppur con la muta, ci voleva. Poi il ritorno al campo base e una bella doccia calda a completare il discorso (sorvoliamo sul fatto che ho dimenticato la l’accappatoio). Ah, il tutto ci è costato la ragionevolissima cifra di 45 euro a testa, tutti meritati, davvero. Un ringraziamento particolare va alle nostre 2 guide (mi ricordassi i nomi, mannaggia!) che sono state simpaticissime, gentilissime e disponibilissime. E, soprattutto, ci hanno sopportato durante questa avventura.

One thought on “Torrentismo in Valsesia con Hidronica

  1. Sottoscrivo tutto: davvero fighissimo!
    I nomi delle guide… Mmm, uno con certezza Roberto, l’altro mi sembra Rix o una roba del genere!

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