Running: La Mezza di Monza 2017 sotto al diluvio (chiusa però bene in 1 ora e 35)

Mezza di Monza 2017 - Medaglia FinisherDomenica 10 Settembre è il giorno del mio compleanno, il trentacinquesimo quest’anno. Ma non solo. E’ anche il giorno della Mezza di Monza, la sfida sulla distanza dei 21097 metri su uno dei tracciati più affascinanti: si parte infatti dalla griglia di partenza sul rettilineo del celebre circuito di Formula1 dell’Autodromo Nazionale di Monza, compiendo un intero giro di pista della lunghezza di 5km, prima di immettersi nel verde del Parco di Monza, il parco interamente recintato più grande d’Europa, percorrendo i suoi viali e le sue stradine.

Quindi, quale modo migliore di festeggiare che partecipare a questa manifestazione a due passi da casa, a meno di due giorni dalla StraTrino.
La formula dell’evento prevede, oltre alla distanza della Mezza Maratona, sia competitiva che non, anche la 30km (competitiva) e la 10Km (sia competitiva che non). In tutto saranno circa 4200 gli atleti ai nastri di partenza pronti a cimentarsi nelle diverse distanze.

L’unica grande incognita, già dai giorni precedenti, è rappresentata dal meteo. Il sabato che precede la manifestazione trascorre infatti interamente battuto dalla pioggia e le previsioni della vigilia non sono buone neanche per il giorno della gara. Previsioni che si rivelano azzeccate, con la città di Monza che si sveglia nuovamente sotto al diluvio. Proprio nelle ore che precedono la partenza della competizione, prevista per le 9:30, le precipitazioni si fanno più intense, creando anche problemi alla viabilità e difficoltà nel raggiungere i parcheggi e l’area di gara.

Arrivo al villaggio, situato nei pressi dell’area Box del circuito e, una volta ritirato il pacco gara, procedo con le operazioni di cambio. Fa freddo, quindi opto per indossare la maglia della manifestazione, fornita con l’iscrizione, a maniche lunghe con sopra la giacchetta antivento. Per quanto riguarda le scarpe, le Cumulus 18 vincono nuovamente il ballottaggio di casa Asics con le Nimbus 19, con le quali il feeling continua a non sbocciare. Provo ad uscire per fare un po’ di riscaldamento ma continua a piovere a dirotto per cui desisto piuttosto in fretta. Nel frattempo si avvicina l’ora della partenza, mentre decine di partecipanti stanno ancora arrivando e molti altri sono ancora in macchina diretti verso il Parco. Presto arriva l’inevitabile decisione: la partenza è posticipata di qualche minuto.
Mezza di Monza 2017 - Sulla linea di partenzaFinalmente, quando sono quasi le 10, vengono aperti i cancelli e si inizia a prendere posto sulla griglia di partenza del circuito di Formula1. Mi dirigo verso la gabbia assegnata, la numero 2, e, una volta in posizione, scatto al volo un paio di foto ricordo, prima di accorgermi di un altro problema imprevisto. A causa della forte pioggia, anche il mio telefono, posto nell’apposita fascia da braccio con l’app Nike Running Club+ pronta a darmi il supporto tecnologico, va KO. Risultato: mi ritrovo a correre senza nessun riferimento cronometrico su distanza, tempo, passo, ecc.. Non proprio il massimo per affrontare una mezza, diciamo.

La partenza dalla gabbia 2 è tutto sommato agevole e l’ampiezza del circuito favorisce il flusso dei partecipanti e riduce gli intasamenti. Passo sotto l’arco del via quando il display indica che sono trascorsi 49 secondi. Non ho una precisa strategia di gara in mente, se non quella di “correrla come viene”, mettendo in conto un sicuro calo nel finale dovuto allo scarso chilometraggio del mese di agosto (95km in tutto il mese) e alla mancanza di lunghi significativi da un po’ di tempo. Probabilmente verso il 16° o 17° chilometro mi sarà presentato il conto.

Dopo 3-4 km raggiungo un gruppo di pacer, mi avvicino per leggere la dicitura sui palloncini e scopro che si tratta del team che marcia a 4′:30″ al km, con l’obiettivo di portare il nutrito gruppetto di runner al loro seguito al traguardo in 1 ora e 35 minuti. Le sensazioni sono buone e la mia corsa tutto sommato fluida per cui provo ad incrementare un po’ il ritmo e a lasciarli leggermente indietro. Sono sempre senza GPS per cui le uniche alternative sono rompere le scatole ogni tanto ai corridori di volta in volta al mio fianco e origliare gli scambi di informazioni tra altri runner che corrono in coppia o in gruppetti. “4:26”, mi risponde gentilmente un momentaneo compagno di avventura quando gli chiedo “a quanto stiamo andando?”, piuttosto che “siamo a 4:18, troppo veloce, rallentiamo un po'” capto in un rapido scambio tra un’altra coppia di atleti. Al passaggio degli 11 km intercetto appena dietro di me un “49 e 40 secondi” e continuo così, navigando a vista aiutato da questi input estemporanei e avendo come unico riferimento concreto il fatto di avere dietro di qualche centinaio di metri i pacer dell’ora e 35.

Pacer che sento pian piano avvicinarsi, grazie alle urla di incitamento di uno di loro che fa da vero e proprio motivatore per il gruppo al seguito, e che al chilometro 14 mi raggiungono. Affiora un po’ di affaticamento, ma 4:30″ al chilometro è un passo che riesco ancora a tenere e quindi mi accodo a loro. Grazie agli incoraggiamenti del pacer cerco di non mollare e sto tranquillamente con loro fino al passaggio del 18Km.

Proprio al km 18 sento che il momento tanto temuto è arrivato. Le gambe sembrano inchiodarsi di colpo e improvvisamente la corsa si fa rigida e difficoltosa. Però manca poco, sono gli ultimi 3 km, per cui stringo i denti e cerco di limitare i danni, mentre vedo il divario con i pacers aumentare pian piano. Quasi al ventesimo chilometro c’è un primo sottopasso, che riporta verso l’ingresso dell’autodromo e la cui risalita è tutt’altro che un toccasana per la gambe già affaticate. Appena prima di rientrare nell’anello del circuito un ulteriore imprevisto: a causa della pioggia l’ultimo sottopasso è allagato e, dopo il tentativo di fare comunque passare il primo corridore, finito sotto fino alla vita, gli organizzatori sono costretti a prevedere immediatamente una deviazione. Invece che sotto, si passa sopra il circuito, sfruttando la passerella sopraelevata in metallo e relative rampe di scale, rese scivolosissime dalla pioggia. Costretto a tenermi al corrimano, la attraverso e a quel punto sono instradato verso il traguardo.
Mezza di Monza 2017 - L'arrivoNonostante le gambe non vogliano saperne molto, provo a sprintare e passo sotto al traguardo fermando il cronometro a 1 ora, 36 minuti e 20 secondi.
Un tempo di cui sono felicissimo, viste anche le condizioni meteo in cui l’ho ottenuto.

Ritiro la medaglia e l’asciugamano riservati ai finisher, mangio velocemente un po’ di frutta al ristoro e corro a cambiarmi. Continua a fare freddo e nel frattempo si è alzato anche un po’ di vento, quindi la soluzione più saggia è correre a casa.
Nel tardo pomeriggio escono i risultati ufficiali, dove scopro che il mio real time è 1 ora, 35 minuti e 32 secondi. Media 4:33″. Ottimo!
Mezza di Monza 2017 - Risultati Dettaglio

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *