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Nouvelle Vague, 2:54 e Perfume Genius @ Era Spaziale Festival 2012, Spazio 211, Torino – 09/07/2012

Nouvelle Vogue @ Era Spaziale Festival

Nouvelle Vogue @ Era Spaziale Festival

Dopo l’ottima edizione del 2011, che aveva portato sul palco esterno dello Spazio 211 di Torino i Tame Impala, Mogwai e la rivelazione italo-londinese Anna Calvi, torna l’attesa rassegna che quest’anno cambia nome in “Era…Spaziale“. Il programma, dopo aver dato spazio a realtà molto acclamate del momento come i Breton e aver visto sfilare nomi significativi del panorama italiano tanto della vecchia guardia (Linea 77, Tre Allegri Ragazzi Morti), quanto della nuova (Lo Stato Sociale, Fine Before You Came) offre, nel suo penultimo appuntamento, una serata di sicuro interesse che prevede le esibizioni di artisti che sono stati protagonisti di uscite discografiche degne di nota in questi primi mesi di 2012. In primis Perfume Genius, ovvero Mike Hadreas all’anagrafe di Seattle, che ha dato alla luce in febbraio il secondo capitolo della sua discografia, l’ottimo Put Your Back N.2 It; poi 2:54, il progetto delle sorelle londinesi Colette e Hannah Thurlow, il cui omonimo esordio è valso l’elezione da parte del NME a miglior novità del 2012. Headliner di questa data del festival saranno invece i francesi Nouvelle Vague.

Mike si presenta sul palco alle 20:30 con un evidente smalto rosso sulle unghie (Mike è dichiaratamente omosessuale), accompagnato da tastierista e batterista, e la sensazione che si ha è che non avrà vita facile nel cercare di mettere in piedi uno show coinvolgente. Colpa del sole battente e dell’afa di una giornata torinese di luglio, a quell’ora ancora ben lontana dall’intravedere la sua fine, che hanno il doppio effetto contrario di scoraggiare l’affluenza della gente e di sposarsi poco o nulla con le sonorità e le atmosfere intimiste dei pezzi del suo reportorio, già particolarmente difficili da riprodurre in versione live ottenendo lo stesso effetto che hanno su disco.

Perfume Genius @ Era Spaziale Festival

Perfume Genius @ Era Spaziale Festival

Mike sembra però incurante di queste considerazioni e parte deciso con la sua tastiera, proponendo in apertura Awol Marine, opener del recente album Put Your Back N.2 It, con la quale dimostra di essere assolutamente all’altezza della situazione. Imbraccia la chitarra per Normal Song alla quale segue poi Take me home, in cui si fa un po’ più consistente l’appoggio della batteria, dando quel senso di riempimento che sembra rendere il tutto più completo. Sensazione che accomuna in seguito tutti i pezzi in cui la batteria è maggiormente coinvolta, che sono però pochi, e nella seconda parte dello show la si vede quasi sparire. Ancora una volta però sono forse solo sensazioni personali e, come prima, Mike le sbugiarda e pare dare invece il meglio di se, tanto a livello vocale, quanto a capacità di esaltare il suo stile compositivo, nei pezzi dove gli unici protagonisti sono lui e la sua tastiera. Il tutto si protrae per poco meno di un’ora che sembra essere passata molto più in fretta e che, per una proposta musicale dalle inclinazioni sonore in linea con quelle di Perfume Genius, è il massimo dei pregi possibili.

2:54 @ Era Spaziale Festival

2:54 @ Era Spaziale Festival

E’ la volta di 2:54, il progetto delle sorelle Colette (voce/chitarra) e Hannah (chitarra) Thurlow, alle quali si affiancano gli strumentisti Joel Porter al basso e Alex Robins alla batteria, che sta facendo parlare di se come di una delle rivelazioni più interessanti del 2012. Le Thurlow si presentano eleganti, soprattutto Hannah con il suo completo scuro che si intona alla perfezione con la sua Stratocaster rossa fiammante, e sensuali, soprattutto Colette con il suo look accattivante. Dimostrano insomma da subito di avere personalità. E non appena iniziano l’esibizione dimostrano di avere anche altro: Hanna alla chitarra è sicura e accompagna i suoi riff con un ripetitivo movimento ondeggiante che le da un non so che di ipnotico; Colette tiene il palco come una veterana, con intelligenza, senza scadere in eccessi e senza in alcun modo trascurare la performance vocale. Il sound è davvero fresco e apprezzabile, un pop-rock che si spinge verso i confini del post-punk, nel quale non mancano anche intermezzi dalle sonorità più cupe; è un mix che funziona e i brani hanno, dal vivo, una resa forse migliore che su disco. Le due sorelle oscurano completamente la presenza degli altri due musicisti, dal punto di vista scenico s’intende, sotto quello strettamente musicale il loro contributo è di ottimo livello, in particolare alla batteria, e si dimostra fondamentale e non secondario per la buona riuscita del tutto.
Trovano ovviamente spazio i singoli You’re Early, Scarlet e Creeping, tratti dall’omonimo album d’esordio in uno show della sua stessa durata, una quarantina di minuti, anche se si sarebbe tranquillamente andati avanti volentieri a sentirle (e a vederle) ancora per un po’.

A chiudere la serata ci sono i francesi Nouvelle Vague che perdono qualche punto simpatia per il loro soundcheck infinito, protraendo l’attesa per l’inizio della loro esibizione fin dopo le 11 e, sapendo che per mezzanotte è previsto il coprifuoco della serata, non ci aspettiamo quindi uno show indimenticabile dal punto di vista della durata. Fortunatamente lo regalano invece per quanto riguarda l’intensità e i punti fanno in fretta a recuperarli.
Le attività vocali della line-up attuale sono affidate a Liset Alea e Mélanie Pain e parlando di un gruppo che sul sito ufficiale, nella sezione “band”, riporta 32 cantanti, suddivise in 2 pagine di “Singers” e “New Singers” è quantomeno doveroso specificarlo. La prima indossa un vestito a righe bianche e nere che lascia poco all’immaginazione, mentre la seconda nel suo lungo abito rosa ricorda la più popolare Florence Welch. L’affiatamento di tutto il collettivo è invidiabile, tanto per l’intesa tra i musicisti che si scambiano in continuazione cenni di approvazione e sinceri sorrisi ad indicare che tutto va per il meglio, quanto per l’assoluta complicità vocale e scenica delle due front-girl. Il risultato è un divertimento che si sviluppa sul palco prima ancora che sotto ad esso, in una maniera credibile come veramente poche volte era capitato di vedere. Il pubblico non può che apprezzare apertamente e il prato dello Spazio 211, che nel frattempo è andato popolandosi, a tratti si trasforma in una dancehall, in altri si unisce in unico coro a supporto dei classici più famosi rivisitati dalla band d’oltralpe, che sono astuti a giocarsi la carta “Love will tear us apart” appena prima della fine. La richiesta di uscire per i bis diventa quindi inevitabile e anche questo aspetto era stato pianificato nei particolari: le due ragazze escono e si siedono sul palco, praticamente a contatto con la prima fila, ed eseguono un ultimo duetto con la voce pulita e determinata di Liset e quella dolce e fanciullesca di Mèlanie, ma soprattutto con la solita, perfetta, complicità. Tutto bello.

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