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Recensione: Alex Turner – Submarine EP

Artista: Alex Turner
Titolo: Submarine EP
Anno: 2011
Genere: Cantautorato

Lente d’ingrandimento: A 25 anni, con 3 album di successo alle spalle in 4 anni, con un disco d’esordio che ha frantumato ogni record di vendita nella prima settimana di uscita in UK e con un side-project anch’esso da numero 1 in classifica, uno potrebbe anche pensare di essere contento e di starsene tranquillo per un po’. Ma non Alex Turner. E allora, non solo vedrà presto la luce “Suck It and See”, il quarto capitolo della fortunata saga Arctic Monkeys ma, in questo inizio d’anno molto movimentato, ecco arrivare anche il primo lavoro firmato unicamente con il nome e il cognome del giovane talento di Sheffield. Si tratta dell’EP Submarine, inciso come colonna sonora dell’omonimo film diretto da Richard Ayoade, già autore di diversi videoclip degli Arctic Monkeys, tra cui quello di “Cornerstone”, che ha per soggetto un one-man show dello stesso Turner, nonchè del loro DVD ufficiale “At the Apollo”.
Progetto, questo Submarine EP, che ha dato vita a 6 tracce, 5 e mezzo se consideriamo l’intro iniziale come tale. Tracce acustiche, raffinate, ben costruite e ancora meglio cantate, a tratti quasi sussurrate, per una interpretazione che pare azzeccatissima in ogni piccolo particolare. Talento si diceva qualche riga sopra, che Alex Turner dimostra, o meglio conferma, di avere sotto diversi punti di vista e che gli permette di esprimersi in modo importante in qualunque genere decida di affrontare.
L’inizio è strumentalmente molto essenziale e, sebbene la voce ci si poggi sopra alla perfezione, i primi brani sono quelli che necessitano di qualche ascolto in più per essere apprezzati appieno. Tanto che qualcuno, arrivato a “It’s Hard to Get Around the Wind”, potrebbe iniziare a ritenerlo un lavoro debole e un po’ monotono, venendo però immediatamente smentito; è proprio per il finale infatti che Turner si tiene le cartucce migliori da sparare, raggiungendo la vetta indiscussa del lavoro con “Stuck on the Puzzle”, che sembra riprendere una direzione sonora già intravista in “Humbug” con “Cornerstone”, e chiudendo il discorso con la davvero ottima “Piledriver Waltz” in cui si concede preziosismi del genere “You look like you’ve been for breakfast at the heartbreak hotel” e che sarà, peraltro, contenuta anche nel disco degli Arctic Monkeys.
Un’esperienza, questa prima solista di Alex Turner, sicuramente riuscita, che ci offre questi 19 minuti da ascoltare e riascoltare con piacere un bel po’ di volte, lasciandoci immaginare cosa sarebbe potuto essere se invece di un EP fosse stato un lavoro sulla lunga distanza.
Submarine - EP - Alex Turner

Voto: 7,5

Brani migliori: Stuck on the Puzzle, Piledriver Waltz

Tracklist
1 – Stuck on the Puzzle (intro)
2 – Hiding Tonight
3 – Glass in the Park
4 – It’s Hard to Get Around the Wind
5 – Stuck on the Puzzle
6 – Piledriver Waltz

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