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Concerto Stereophonics @ Heineken Jammin’ Festival, Mestre (VE), (03/07/2010)

Nonostante lo scarso interesse generale per la line up di questa edizione 2010, ad eccezione dei mostri sacri Pearl Jam sia chiaro, e nonostante anche il pessimo ricordo dell’edizione 2007 in cui si è provata l’ebbrezza di trovarsi nel bel mezzo di un uragano, decido di concedermi comunque qualche giorno di vacanza ad inizio luglio e andare anche quest’anno all’Heineken Jammin’ Festival. La location è ancora la stessa: la splendida cornice del Parco San Giuliano di Mestre, con il palco posizionato con vista laguna.
Il programma della prima serata vede come headliner gli Aerosmith di Steven Tyler, per l’esibizione dei quali nutro poco più che una mera curiosità, che saranno preceduti dalle esibizioni di Cranberries, reduci da un’altra di quelle reunion di cui francamente si sentiva poco il bisogno, e Stereophonics. Visto quanto detto finora, inevitabilmente la mia attenzione e, di conseguenza, quella di questo articolo si concentra proprio sulla band di Kelly Jones e soci. Dopo averli visti a metà febbraio in una stupenda performance nella loro data milanese all’Alcatraz c’è particolare attesa di vederli all’opera in un festival e così mi muovo alla ricerca di una postazione che permetta di godersi al meglio la loro esibizione.
La giornata è afosa e fa un caldo incredibile. Arriva il loro momento e qualche minuto prima delle 18:00 escono; Kelly Jones sfoggia una camicia a quadri quasi interamente sbottonata e i suoi ormai tipici e inseparabili occhiali da sole mentre Javier Weyler, il batterista, si presenta in versione metallara a torso nudo. C’è subito un’impennata di entusiasmo dovuta al fatto che la scelta del brano di apertura ricada su The Bartender And The Thief, particolarmente apprezzata da chi scrive e, a vedere dalla reazione generale, anche da buona parte dei presenti. A seguire propongono She’s Alright, opener del loro ultimo disco in studio Keep Calm and Carry On del 2009, e poi un’ottima doppietta composta dalla splendida A Thousand Trees e dalla sempre energica e coinvolgente Superman. Il pubblico però, superato l’entusiasmo iniziale, partecipa attivamente solo nelle prime file, intorno a me vedo pochissime persone che intonano anche solo i ritornelli e i più si limitano, al massimo, a tenere un po’ il tempo; questo fa si che l’atmosfera purtroppo si raffreddi un po’ ma del resto è comprensibile e forse inevitabile, perchè buona parte dei presenti è li per lo show degli Aerosmith con cui la band gallese ha ben poche affinità sonore. Kelly Jones però è persona intelligente e dapprima riesce a riaccendere l’entusiasmo dei presenti con 2 dei pezzi più classici e conosciuti del loro repertorio, Have a nice day, che tira letteralmente fuori dalla bocca le parole a chiunque e Maybe Tomorrow che catalizza nuovamente in modo incredibile l’attenzione e riporta fissi su di loro gli occhi di tutti; successivamente, al termine di quest’ultima e prima di attaccare con Trouble, Kelly ripete per un paio di volte l’attacco di Walk this way degli Aerosmith che gli vale un tripudio di olè ai quali risponde con un convinto sorriso dicendo “dai, stanno arrivando..”. Eseguono Trouble ma, soprattutto, subito dopo eseguono Mr. Writer, inspiegabilmente non inserita in scaletta nella data di Milano, con la quale si ottiene una ulteriore conferma di una teoria da tempo sostenuta e cioè che quella di Kelly Jones sia una delle migliori voci in circolazione. Lo show raggiunge così un livello elevatissimo e prosegue inanellando ancora 2 pezzi “storici” della band, Local Boy in the Photograph e Just Looking, prima della conclusiva Dakota con la quale, qualche minuto dopo le 19:00, terminano un’intensa performance di un’ora e un quarto nella quale eseguono forse la miglior scaletta possibile e in cui si confermano come una delle band più appaganti negli appuntamenti live.

Setlist:
1. The Bartender And The Thief
2. She’s Alright
3. A Thousand Trees
4. Superman
5. Pick a Part That’s New
6. Uppercut
7. Stuck in a Rut
8. Have a Nice Day
9. Innocent
10. Madame Helga
11. Maybe Tomorrow
12. Trouble
13. Mr. Writer
14. Local Boy in the Photograph
15. Just Looking
16. Dakota

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