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Concerto dei B.R.M.C. prima (30/11/2007) e dopo (07/05/2010)

B.R.M.C. live ai Magazzini Generali, MI, 07/05/2010

B.R.M.C. live ai Magazzini Generali, MI, 07/05/2010

Venerdì scorso, il 7 maggio, sono stato, con il solito gruppo di fedelissimi, al concerto dei Black Rebel Motorcycle Club ai Magazzini Generali per la data milanese del tour di supporto all’uscita del loro nuovo album “Beat The Devil’s Tattoo”. Spinto dalla voglia di scrivere qualcosa al riguardo, ma con la speranza che qualcuno degli altri miei compagni di avventura lo facesse prima di me, ho deciso di iniziare con l’andare a recuperare le poche righe che avevo pubblicato sul mio blog personale in seguito ad un loro precedente concerto, sempre a Milano, verso fine 2007.

Concerto dei B.R.M.C. al Rolling Stone, Milano, 30/11/2007
Partendo dal fatto che, come al solito, siamo partiti in ritardo, aggiungendo il “solito” incidente avvenuto prima dell’uscita di Cormano che ci ha fatto fare mezz’ora di coda e unendo il tutto al fatto che trovare parcheggio nei pressi del Rolling Stone è un’impresa disperata, ecco che siamo arrivati li che i B.R.M.C. avevano già iniziato da 20 minuti. Sinceramente mi aspettavo un’affluenza minore, invece il locale era pieno, per fare un paragone, quasi al livello del concerto degli Arctic Monkeys che, piaccia o no, hanno tutto un altro seguito. Quindi, visto il nostro ritardo, ci siamo ritrovati nell’angolino in fondo nel quale si sentiva male e si vedeva peggio: il classico posto di merda per capirci. Di positivo però c’è stato il fatto che, dopo aver terminato la canzone che ha accompagnato il nostro ingresso, hanno subito fatto una delle mie preferite: “Love Burns”. Dopodichè una serie di pezzi tra i più tranquilli, con la presenza di armonica e trombone, per una prima parte di concerto che mi è sembrata un po’ troppo pacata e poco incisiva rispetto a quanto mi aspettassi, dove però, per fortuna, ha trovato spazio anche l’altra canzone che mi incuriosiva nella prova dal vivo, cioè “Spread your love”, che la prova l’ha superata alla grandissima trasformando il locale in una sorta di dancefloor. Una prima parte ben suonata, per carità, ma troppo “tranquilla” (soprattutto se si pensa che stiamo parlando di un gruppo che si presenta sul palco con alle spalle un maxi telone nero con un teschio contornato dalla scritta Black Rebel Motorcycle Club) che, da quello che sentivo nelle mie immediate vicinanze, non è parsa tale solo a me. Che poi la divisione in prima e seconda parte intesa in questo post non deriva da niente di concreto, tipo pause o cose del genere; è una suddivisione personale del concerto che mi sono fatto, basata soltanto su una differenza di suono che mi pare di aver percepito tra i primi pezzi e quelli da un certo punto in poi. Potete vedere i termini prima parte e seconda parte come virgolettati diciamo. Poi va a gusti; amici han trovato migliore la prima che la seconda. Entrambe comunque sono accumunate da quella che forse emerge come principale peculiarità del suono dei B.R.M.C.: una compattezza a dir poco rara. Una seconda parte, come dicevo, nella quale le cose sono cambiate e nella quale mi ci sono ritrovato di più in quanto hanno trovato spazio i pezzi un po’ più “potenti” e di conseguenza momenti di rara psichedelia e tutto un altro tipo di energia. E il pubblico infatti, specialmente su pezzi come la hit “Whatever happened to my Rock ‘n’ Roll” e “Six Barrel Shotgun”, ha ampiamente ricambiato, anche se personalmente nel scegliere il pezzo migliore della serata non ho dubbi: “Red eyes and tears”, già strepitosa su disco e interpretata molto bene in versione live. In definitiva comunque è stato un bel concerto, tutto sommato scorrevole, che ha soddisfatto pienamente la mia curiosità di vederli dal vivo.


Concerto dei B.R.M.C. ai Magazzini Generali, Milano, 07/05/2010

Visto che ormai ci sono, combatto la mia pigrizia cronica e provo a portare avanti il discorso secondo quello che era il piano originale di raffronto tra i due eventi.
Diciamo che, già dopo la prima rilettura del vecchio scritto, ho notato diversi tratti che possono tranquillamente essere ripresi anche per il nuovo capitolo; in primis l’inizio con la sorte avversa.
Dopo una giornata in cui in quel di Milano il tempo era stato tutto sommato clemente, per quella che è la media dell’ultimo periodo, ecco che decide di scatenarsi un acquazzone proprio nel preciso istante in cui dobbiamo percorrere il breve tragitto dal parcheggio ai Magazzini. Inutile dire che la dotazione di ombrelli in nostro possesso fosse ridicola: 1 in 4. Tragitto breve quindi ma acqua abbondante, ed ecco che entriamo nel locale che sembriamo essere appena usciti da un bagno in piscina. Quantomeno, magra consolazione, a differenza dell’altra volta siamo in perfetto orario.
Altre differenza, questa volta sostanziale, oltre alla location, è la presenza alla batteria dei Black Rebel Motorcycle Club di Leah Shapiro al posto dello storico Nick Jago ormai uscito dal gruppo dai tempi del dopo Baby81; c’è curiosità di vederla all’opera nella prova live.
Anche in questa occasione iniziano con estrema puntualità e il concerto viene aperto subito con 2 pezzi estratti proprio dall’ultimo album, War Machine e Mama Taught Me Better per lasciare poi spazio a quella che tre anni fa avevo battezzato come miglior canzone della loro esibizione, Red Eyes and Tears. Impressione che, seconda analogia tra gli eventi, viene in linea di massima confermata al di là della mia affezione personale per questo pezzo. Forse avrebbero potuto aprire un po’ meno in sordina ma pazienza.
I Magazzini Generali non sono il Rolling Stone; il palco è ridotto, l’acustica infinitamente peggiore e lo spazio per il pubblico mal distribuito, ma l’atmosfera è tutto sommato godibile e su pezzi come la title track del nuovo album e Ain’t No Easy Way si riscontra un significativo aumento del livello di partecipazione e coinvolgimento generale. La scaletta è molto meglio distribuita rispetto a 3 anni fa, forse grazie proprio ai nuovi pezzi che sono molto lineari e godibili seppur non eccelsi, e il concerto fila via che è una meraviglia tra un pezzo e l’altro, nonostante la clamorosa e ingiustificata assenza di Love Burns, fino ad arrivare alla sempre acclamata Whatever Happened To My Rock N’ Roll eseguita con energia impressionante e sul finale della quale i ragazzi di San Francisco ci regalano un apoteosi di psichedelia che manda in delirio il locale. Notevole!
Pausa, rientrano, Conscience Killer dall’album nuovo e a seguire la doppietta Six Barrel Shotgun, Spread Your Love con la quale si raggiunge il momento più alto dello show; due pezzi stupendi che dal vivo riescono a sprigionare ancora più energia di quanta già non dimostrino su disco; il finale di Six Barrel Shotgun è nuovamente prolungato da tecnicismi vari e strascichi psichedelici mai superflui, che anzi a mio parere lo rendono probabilmente il brano da ricordare della serata. Segue una seconda pausa che ci sta tutta. Ritornano con Stop con la quale potrebbero tranquillamente chiudere il discorso in bellezza, invece si dilungano ancora in un paio di pezzi trascurabili che hanno l’effetto, mai buono, di iniziare a far sperare che finiscano perché il set non ha più niente da dare. Un finale forse da rivedere a livello di scaletta ma usciamo soddisfatti di aver visto un onesto show di una band che come sempre dal vivo non delude.

Set List
1. War Machine
2. Mama Taught Me Better
3. Red Eyes and Tears
4. Beat The Devil’s Tatoo
5. Bad Blood
6. Ain’t No Easy Way
7. Aya
8. Berlin
9. Weapon Of Choice
10. Annabel Lee
11. Whatever Happened To My Rock’N Roll

Encore
12. Mercy
13. Conscience Killer
14. Six Barrel Shotgun
15. Spread Your Love

Encore2
16. Stop
17. Shadow’s Keeper
18. Open Invitation

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