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Concerto Babyshambles @ Rolling Stone, Milano – 03/02/2008

Precisiamo subito che è stata una delle rarissime volte in cui sono riuscito ad arrivare con un buon anticipo ad un concerto. In teoria la cosa non dovrebbe essere rilevante, a meno che il gruppo in questione non siano i Babyshambles. Mi spiego: siamo arrivati che saranno state le 19:30 e, dopo aver venduto al volo il biglietto di un’amica che all’ultimo non è venuta e fatto 10-15 insignificanti minuti di coda, nonostante il volume della folla già presente fuori, siamo entrati, trovando una sorpresa: il locale praticamente deserto ed il gruppo già sul palco. Il primo immediato ed istintivo pensiero è stato: ma che cazzo stanno facendo?! Poi abbiamo realizzato: erano impegnati in una pre-esibizione, o più semplicemente un soundcheck a detta di altri, in cui hanno trovato spazio diversi pezzi dei Libertines, e che abbiamo potuto goderci a distanza di un metro dal palco, in compagnia di altre boh, penso 200, persone al massimo. Iniziativa lodevole, molto apprezzata, che quantomeno ripaga alla grande i “fedelissimi” di eventuali estenuanti code e attese. Dopo tale parentesi, si sono allontanati lasciando spazio al gruppo spalla, che tutto sommato non mi è dispiaciuto. Poi il loro ritorno, deciso, con “Delivery” ad aprire lo show per tastare l’energia di un pubblico che non ha fatto nulla per nascondere la voglia di vederli all’opera (anche se forse si potrebbe quasi parlare al singolare, vederlo all’opera). A seguire, come previsto ovviamente, una raffica di pezzi del nuovo album tra i quali, a mio avviso, per impatto, si è distinto “Side of the road” che ha dato vita a secondi di puro delirio, sparso a 360 gradi in tutto il locale. Delirio in seguito addirittura superato durante l’esecuzione di “Pipedown”, canzone che già in album mi piace moltissimo e che dal vivo ha fatto veramente la differenza.
La presenza scenica di Pete, che ha dimostrato, casomai ce ne fosse bisogno, di essere un ottimo frontman, si è fatta notare, e non solo per i lanci di affetti personali, la raccolta di oggetti lanciati dal pubblico e buffi siparietti di Happy Birthday dedicati ad una ragazza della prima fila. Mi hanno stupito anche la pulizia e la precisione del suono; infatti, non so perché ma ero un po’ diffidente per quanto riguardava questo aspetto, invece mi son dovuto ricredere: sono stati veramente bravi. Questo dovuto anche al fatto che, a differenza del concerto dei BRMC, questa volta ero in ottima posizione e ho potuto confermare l’ottimo giudizio che avevo sempre avuto sul Rolling Stone: quello di un gran bel locale, piccolo, intimo e dove si vede e si sente da dio. “Albion”, canzone che per me ha pochi rivali a livello assoluto, è stata da pelle d’oca, e il finale con “Fuck Forever” è difficile da spiegare a parole; bisognava proprio esserci. Quindi è inutile dilungarsi oltre, ed è forse meglio lasciare spazio ai bei video di queste due canzoni che sono riuscito a realizzare, e chiudere dicendo che è stato un concerto assolutamente meritevole. Grandi Babyshambles, grande Pete.

Fuck Forever*

Albion

* ll video di Fuck Forever, grazie alle vostre visualizzazioni, commenti, voti e preferenze, il giorno dopo al concerto ha ottenuto dei numeri di tutto rispetto. Grazie.

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