Eccoci qua con il nuovo episodio della saga dei Dott. Mag. in informatica: dopo Gian e Guido, giovedi scorso è stata la volta di Andy che ha discusso la tesi “Studio dell’accuratezza degli algoritmi di clustering mediante simulazione”, e che nonostante i casini della vigilia e i battibecchi su tale tesi tra matematici ed informatici (docenti, si intende) che l’hanno fatto scagazzare addosso, si è portato a casa 7 punti su 8, per un buon 101 finale, grazie soprattutto ad un gestione della parte finale, quella delle domande post-esposizione, da vero fuoriclasse.
Complimentoni.
Fatti i giusti complimenti bisogna però mettere in evidenza anche quelli che sono gli aspetti negativi di questa “partenza”:
a) ha abbandonato il suo posto fisso in biblioteca che ora rischia di essere preso da strani ed invadenti personaggi
b) essendo rimasti in 2 del gruppetto, non si vedranno mai più epici triangolari a blobby volley nella pausa cazzeggio dopo pranzo (e non solo) ![]()
8 Commenti
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il 09 Gennaio 2008 alle 12:33:43
..voglio dedicare questa lettura a tutti i miei prodi e fedeli Amici e compagni di sventura in questi lunghi e duri anni di università..perchè quando ho letto per la prima volta questo articolo mi sono piegato dal ridere e mi sono venuti in mente tanti momenti trascorsi insieme..spero di regalar loro (e a chiunque leggerà) almeno un sorriso..
Ovvio, se si ha qualche competenza informatica si possono cogliere più sfumature.. Buona lettura!
…Vacanze informatiche…
Nell’intento di confutare la leggenda urbana secondo cui gli informatici non sono capaci di godersi una vacanza normale, lontano dal computer, viene presentata qui di seguito il resoconto della vacanza di due amici in vacanza che portano con sé un informatico…
Conosco Marco da anni.. da prima che si facesse chiamare M4rk0z..da prima che il virus, ehm, programma di hacktivismo, ubr14k0.b0i4 facesse il giro del mondo, per poi tornare indietro con scritto “destinatario sconosciuto” sulla busta. Ebbene sì: Marco, l’instancabile produttore di codice, l’informatico duro e tutto d’un pezzo (pancia a parte, che è piuttosto morbida), è un mio amico d’infanzia. Lui preferisce definirsi un hacker, o meglio un acaro; probabilmente perché le sue abitudini igieniche sono quasi a livello dei simpatici parassiti della polvere..Se gli si chiede cosa vuol dire, è capacissimo di attaccarti una pezza pazzesca su cose come la libertà dell’informazione, la programmazione come attivismo, le comuni creative e cose del genere..
Una volta che soffrivo di insonnia, gli ho telefonato e gli ho chiesto: “scusa, ma esattamente cosa è un hacker?” http://catb.org/~esr/jargon/html/H/hacker.html
Mi sono addormentato dopo 3 minuti…stava dicendo qualcosa sul MIT di Boston; otto ore dopo, quando mi sono svegliato, stava ancora parlando. Gli ho detto che avevo capito benissimo e sono andato a fare colazione. Un po’ costoso, ma meno dannoso del Valium®.
Marco è il candidato ideale per l’esperimento: da alcuni anni nessuno di noi l’ha visto uscire all’aperto di sua volontà. Di norma si reca al supermercato solo quando la pizzeria da asporto è chiusa e si ricorda di aver fame. Non va in vacanza dal 1997, se si eccettuano alcuni ritrovi chiamati Hackmeeting. Ha raccontato, emozionato, che nel 2002, all’Hackmeeting c’erano anche delle ragazze: una pare pure che abbia fatto il bagno in una qualche piscina in topless..
Quest’anno avevo deciso di andare in vacanza al campeggio Bisanzio di Lido di Classe (RA) con Christian. Christian è Romagnolo, con la R maiuscola. Tende ad essere un po’ mono-maniaco quando è in Riviera. Dire che si interessa alle femmine è come dire che l’acqua è bagnata.
Ho quindi pensato che portare anche Marco con noi sarebbe stato utile per rendere più equilibrata la situazione. Gli ho telefonato per invitarlo.
“Pronto” ho fatto in tempo a dire.
“Scarica le nuove patch e installa Ad-Aware. Ciao.” e ha messo giù. Di solito questa risposta basta alla maggior parte delle persone che lo chiamano, ma non era il mio caso. Ho ritelefonato.
“Marco, non è…”
“Preferisco essere chiamato M4rk0z, lo sai!”
“Va bene, ma non è per quello che ti ho chiamato!”
“Ah, allora installa un antivirus. E scarica un firewall. Ciao” e ha rimesso giù; allora sono andato a trovarlo di persona…
“Marco…”
“Sai che preferisco M4rk0z!”
“Va bene, Ma-, Mquattr-, Emmequattr- senti, come cavolo fai a pronunciare M4rk0z?!? Io non ce la faccio mica, se ci provo mi si annoda l’epiglottide alle corde vocali!”
“So programmare in C: per me nulla è impossibile” mi ha spiegato.
“Va bene, M4rk0z: non ti devo parlare di computer!”
“Cosa?!?” ha detto lui perplesso.
“Senti, è estate: te ne sei accorto? Io e Christian andiamo in vacanza in un campeggio al mare. Ti farebbe bene”. Mi ha guardato ancora più perplesso. “è pieno di figa così” ho aggiunto per dare forza alla mia argomentazione.
Stranamente, alla fine sono riuscito a convincerlo. Più che convincerlo, quando gli ho spiegato che avrebbe fatto bene non usare il computer per un po’, è rimasto zitto e immobile. Dopo quindi minuti di immobilità mi sono preoccupato ed ho chiamato il dottore. Dopo una breve visita il medico ha diagnosticato un grave caso di dissonanza cognitiva: quello che succede quando si cerca di contemplare l’impossibile. Ha raccomandato a Marco di prendersi una vacanza. Il giorno dopo siamo partiti.
La cronaca.
GIORNO 1: Christian ed io abbiamo caricato i bagagli sulla macchina. Abbiamo controllato quattro volte gli zaini di Marco, in quanto aveva nascosto un palmare dentro ad un barattolo di Nutella® ed un laptop dentro al sacco a pelo. Verso le 10 ci siamo messi in marcia.
Verso le 11 Christian ha detto a Marco che se avesse raccontato ancora una volta la barzelletta con l’informatico che propone di chiudere le finestre per riparare l’automobile, mettendosi a ridere alla fine, gli avrebbe infilato l’autoradio in gola.
Verso le 11 e 30 abbiamo fatto una pausa per pulire l’autoradio dalla saliva di Marco e rimontarlo.
Verso le 12 la macchina ha cominciato a fare i capricci sulla E45, poi si è bloccata. Marco è sceso per ripararla… Quattro ore dopo abbiamo chiamato un meccanico il quale ha detto che non aveva mai visto, in vita sua, un carburatore collegato all’albero cardanico. Ho sentito mormorare: “però scommetto che non sai distinguere un bubble-sort da un merge-sort”.
GIORNO 2: primo giorno di mare. Montare la tenda è stato facile, Marco ha proposto un modello nuovo ed avveniristico. Sembra funzionare molto bene.
Siamo andati tutti insieme in spiaggia. Per Christian la spiaggia è l’habitat naturale, si è subito dedicato allo studio delle lingue straniere. Sa dire “i tuoi occhi sono bellissimi”, “c’hai il moroso?” e “tanto io non sono geloso” in 47 lingue e 13 dialetti. Marco invece sembrava spaesato. Ho provato ad indicargli una ragazza, e lui è sembrato interessarsi, per un po’. Poi ha detto “il suo ombelico non mi sembra adatto per un cavo RJ-45”…
GIORNO 3: Marco ha passato la serata smontando la sveglia; diceva che voleva riprogrammarla per fare in modo che il tasto snooze possa gestire intervalli variabili, e non solo i 9 minuti soliti che, dice, sono stati imposti dalla Microsoft per imporre il lock-in dei clienti. È riuscito a rimontarla completamente ed ha detto “ora funziona meglio”.
GIORNO 4: Marco ha passato la mattinata al pronto soccorso, dopo aver ricevuto l’elettroshock dalla sveglia quando ha toccato il tasto snooze. Il medico ha detto che non era niente di grave, gli ha consigliato di non prendere sole per un po’ e di fare causa ai produttori della sveglia; Marco ha risposto “no, no, ci sono abituato”. Spero si riferisse a non prendere il sole.
Questa sera ha di nuovo smontato la sveglia, mormorando “questa volta so cosa non ha funzionato”. Quando gli ho chiesto se era proprio sicuro di sapere cosa stesse facendo, mi ha risposto “hey, so programmare in C!”.
GIORNO 5: il tasto snooze ha funzionato alla perfezione. Alle dieci la sveglia ha suonato e Marco ha coraggiosamente spinto il pulsante. Cinque minuti, non nove, dopo siamo stati completamente svegliati dal rumore del frigorifero che esplodeva. Marco sostiene che era proprio queste che voleva ottenere.
GIORNO 6: giornata in spiaggia. Ad un certo punto ho lasciato Marco da solo. Libero dalla mia sorveglianza, si è fatto prestare il Game Boy Advance dal figlio dei vicini di ombrellone; quando sono tornato il bambino piangeva ed il padre (Rodolfo Bruni, 47 anni, camionista, 105 kg) teneva in una mano il Game Boy e nell’altra Marco, urlando “e ora lo fai tornare come prima”.
Marco, mogio, ha fatto sì con la testa, ed ha preso in mano l’attrezzo. Mentre ci lavorava, sono quasi sicuro di aver sentito una vocina pigolare “sarò bravo, M4rk0z, non spegnermi, so di essermi comportato male ultimamente” per poi concludere con “giro giro tondo, casca il mondooo…”, sempre più lentamente…
GIORNO 7: tutto tranquillo. Marco non ha fatto nulla di strano per tutto il giorno. Verso le 7 di sera, però, ho chiesto a Christian di slegarlo e farlo uscire dal portabagagli della macchina.
GIORNO 8: giornata in spiaggia. Christian ad un certo punto ci è venuto a chiamare dicendo “c’è una che parla una lingua che non capisco”. “E allora? Come tutte le altre, tanto non ci vuoi mica fare conversazione!” gli ho risposto. “sì, ma lei non capisce che me la deve dare”, cosa strana.
L’ho seguito e, poiché non volevo che succedesse qualche cosa di simile alla faccenda del Game Boy, mi sono portato dietro Marco. Siamo andati da una ragazza piena di piercing e con i capelli verdi con la cresta. Prima ancora che potessi aprire bocca, lei e Marco si sono fissati negli occhi, si sono scambiati alcuni gesti cabalistici fatti con le mani, probabilmente una forma di riconoscimento di tipo massonico, e si sono messi a parlare fitto fitto in una lingua che né io né Christian riuscivamo a comprendere. Ogni tanto riconoscevo qualcosa tipo “kernel” o “firewall”, ma non molto altro.
Dopo un’ora ho trascinato via un Christian incredulo e, per consolarlo, l’ho portato di fronte ad una colonia di studentesse sedicenni del Belgio. Di una scuola cattolica…Spero che non lo arrestino: si porta dietro una carta d’identità finta da 15enne proprio per queste evenienze… Marco non è tornato a cena.
GIORNO 9: Marco è arrivato in tenda verso le 5 di mattina, con le borse sotto gli occhi, uno strano sorriso sulle labbra ed una luce intensa nello sguardo.
“ce l’ho fatta!” mi ha detto, esultando.
“Hmsgrz?” gli ho risposto io.
“Sai chi era quella?” ha detto lui.
“Mmnoh!” ho argomentato io.
“Era 3l1z4z, la tipa più tosta di Bagno di Romagna, una che è capace di nukarti un server IRC prima ancora che tu possa dire ‘ricompilare il kernel con il caricamento dinamico dei moduli’, capisci??” mi ha spiegato.
“Marco – scusa, M4rk0z – io non dico mai ‘ricompilare il kern…’”.
“E mi ha invitato nella sua camera” ha tagliato corto lui.
“Wow, grande!” ho fatto.
“Sì, e ci sono riuscito. Sono entrato! Sono andato dentro, tutto!” ha quasi urlato.
“Hey, piano che svegli tutti. Ma, hmm, ok, va bene, grande, ma ti sembra il caso di raccontarlo così??” gli ho fatto notare.
“Senti, guarda che non è stato facile per niente! Ho dovuto provare e riprovare, niente, lei chiudeva sempre tutte le aperture…”
“Tutte??”
“Sì, certo, tutte. Ma alla fine ce l’ho fatto, ho scoperto che aveva una versione di OpenSSH vecchia di ben due giorni, capisci? La pivella. Allora sono entrato, le ho cambiato la password di root e le ho messo un link tra pico, che la poveretta usa, e vi!”
“Capisco” dissi, mentendo. “La rivedrai?”
“No, certo che no: ho avuto quello che volevo” ed è andato a dormire ghignando.
In serata ha piovuto per qualche minuto: abbiamo passato la notte a raccogliere i pezzi della tenda, in quanto la tensostruttura avveniristica è saltata in aria con l’umidità.
GIORNO 10: Serata in discoteca.
Christian si è volatilizzato all’istante, anche se ogni tanto passava da me dicendo dei numeri: “tre finora”, “cinque!” e così via… Per un po’ Marco si è guardato attorno un po’ sperduto, poi mi è sembrato interessarsi alla serata. Si è avvicinato al DJ, evidentemente per chiedere un nuovo pezzo: ero contento di questo suo gesto, anche se ero troppo lontano per sentire.
Il DJ lo ha guardato strano, ha sorriso e gli ha fatto le spallucce. Marco si è avventato sui cavi che collegano i CDJ al mixer e si è messo a fare qualcosa… Dopo qualche minuto la musica è cessata improvvisamente, le luci si sono accese, e dalle casse ha iniziato ad uscire in loop la voce di un tipo che diceva, con un accento strano: “My name is Linus Torvalds, and I pronounce Linux, Linux”.
http://www.kernel.org/pub/linux/kernel/SillySounds/
GIORNO 11 (ultimo): dopo una giornata in spiaggia in cui ha fatto il bravo, ho accompagnato Marco in sala giochi. Si è mostrato insolitamente affascinato da un vecchissimo videogioco, roba stile inizio anni ’80. “Guerre spaziali”. Strano.
Ci ha giocherellato. A lungo. Penso che abbia speso almeno 10 euro in gettoni. Infine un’espressione di estasi si è dipinta sul suo volto. Mi sono avvicinato e ho letto, sullo schermo, una scritta che suonava più o meno come “operazione Fine Ti Monto in preparazione: vuoi continuare?”. Ho provato a chiedere spiegazioni, “Marco, sei sicuro che…” ma non mi ascoltava…
Ad un certo punto la macchina si è tutta illuminata; Marco si è girato sorridente e ha detto: “Fatto!”. “Hai fatto cosa?” gli ho chiesto. Mi ha indicato trionfante il monitor su cui comparivano delle cartine ed una specie di conto alla rovescia.
Quindi è apparsa l’immagine degli USA, per poi ingrandire uno stato (non so quale), e infine la scritta “Testate termonucleari lanciate. Obiettivo: Redmond”. Marco ha detto sornione “mi sembrava di averlo già visto, questo macinino”.
Probabilmente questa volta non basterà tornare a Sarsina, per risolvere i problemi. Spero l’obiettivo non abbia armi per lanciare una ritorsione, ma già vedo in lontananza delle strane luci sopra Ravenna e Rimini, e delle strane nuvole alzarsi.
Una persona dietro di me dice: “lo sapevo io, che era meglio andare anche quest’anno a Misano Adriatico!”…
il 09 Gennaio 2008 alle 17:16:34
Andy, quanto mi chiedevi se potevi postare un commento luuuungo, intendevi veramente luuuungo!
Tra l’altro dovevo averla già letta da qualche parte, per mail mi pare.
Dai, vediamo di organizzare la cena di festeggiamento una volta che ci siamo tutti.
il 27 Gennaio 2008 alle 14:50:07
Beh..e che dire della cena di venerdì, se non GRAZIE? Grazie a voi, perchè prima di essere compagni di università siete Amici, grazie per il bellissimo pensiero che mi avete fatto (già in uso!), e grazie perchè - anche con delle cose semplici come un’ “interminabile” partita a Risiko - ci siamo divertiti (penso/spero di poter parlare al plurale) veramente tanto..
..alla prossima cena, Amici!
il 31 Gennaio 2008 alle 00:38:19
grandissima serata Andy. e a proposito di amici ogni volta che penso al posto vuoto in biblio ci resto male ma… tornando alla serata, Delu coniglio
doveva attaccare il Guido. La prossima volta lo ammazziamo sul nascere.
Ps: Durante una partita a Monopoli, Chuck Norris ha sbaragliato i suoi avversari attaccando dalla Kamchatka, distruggendo le armate viola e conquistando 24 territori. Con il fiasco di vino.
il 03 Febbraio 2008 alle 11:24:38
grande Andy, bellissimo commento. Grazie a te per la cena, e per la serata in generale, direi che ci siamo divertiti e si è riso un casino. Sorvolando sul fatto che in quel posto ero praticamente seduto sulla stufa che buttava fuori un inferno di calore, e sulla impietosa quanto precoce disfatta delle mie armate verdi
. Sono contento che il regalo ti sia piaciuto, visto che l’ho scelto io; se era per il Mammolo ti beccavi la versione nuova del regalo del Guido: l’E-Fish. Tra l’altro Mammolo, preparati pure, visto che ho scoperto che c’è anche la versione spiderman: lo spi-dog
.
Detto questo non resta che farti nuovamente i complimenti e augurarti buona fortuna per tutto. (Non è un arrivederci a chissà quando, ci si sente sempre su msn, però ci vuole.)
Poi se accetti il lavoro in uni sai che io e il Mammolo ancora per qualche mese siamo li. Solito posto, solita ora.
Alla prossima cena gente!!
il 03 Febbraio 2008 alle 11:41:45
ah, dimenticavo…PER QUESTA VOLTA IL SECONDO GIRO DI APERITIVI L’HO OFFERTO IO!!..AHAHAHAH
il 03 Febbraio 2008 alle 16:39:59
Concordo a pieno con quanto detto sopra.. E se per caso quando pure gli ultimi due si saranno laureati smettiamo di fare cene.. che un cactus nel deretano ci colga..
Vediamo di bere e scannarci a risiko finchè matrimonio e figlio non ci separi!
il 04 Febbraio 2008 alle 21:51:55
..ecco..vedete perchè vi ritengo Amici con la “A” maiuscola?
..perchè ci basta una serata in compagnia per trasformare le piccole cose in momenti di puro delirio (in senso buono, ovviamente.. :D)..
:D
..a questo punto si concorda appieno con l’idea del Cactus di Guido, nella speranza di cene con 4 o 5 giri di aperitivi..
..probabilmente del lavoro in univ non se ne fa niente perchè “sono senza soldi” (ma daaaaaaaaaiiiiiiiiiiiii..) però uno di questi giorni passo in univ per dare la rivincita a Mammolo a tambas..ovviamente c’è un tentativo di pettinata anche per il blog-admin!