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Concerto dei B.R.M.C. al Rolling Stone del 30/11/2007

Partendo dal fatto che, come al solito, siamo partiti in ritardo, aggiungendo il “solito” incidente avvenuto prima dell’uscita di Cormano che ci ha fatto fare mezz’ora di coda e unendo il tutto al fatto che trovare parcheggio nei pressi del Rolling Stone è un’impresa disperata, ecco che siamo arrivati li che avevano già iniziato da 20/25 minuti. Sinceramente mi aspettavo un’affluenza minore, invece il locale era pieno quasi al livello del concerto degli Arctic Monkeys che, piaccia o no, hanno tutto un altro seguito. Quindi, visto il nostro ritardo, ci siamo ritrovati nell’angolino in fondo nel quale si sentiva male e si vedeva peggio: il classico posto di merda per capirci. Di positivo c’è stato il fatto che, dopo aver terminato la canzone che ha accompagnato il nostro ingresso, hanno subito fatto una delle mie preferite: “Love Burns”. Dopodichè una serie di pezzi tra i più tranquilli, le presenze di armonica e trombone, per una prima parte di concerto che mi è sembrata un po’ troppo “molle” e poco incisiva rispetto a quanto mi aspettassi, dove però, per fortuna, ha trovato spazio anche “Spread your love”. Una prima parte ben suonata, per carità, ma troppo tranquilla (soprattutto se si pensa che stiamo parlando di un gruppo che si presenta sul palco con alle spalle un mega telone nero con un teschio contornato dalla scritta Black Rebel Motorcycle Club :-) ) che, da quello che sentivo nelle mie immediate vicinanze, non è parsa tale solo a me. Che poi la divisione in prima e seconda parte intesa in questo post non deriva da niente di concreto, tipo pause o cose del genere; è una suddivisione personale del concerto che mi sono fatto, basata soltanto su una differenza di suono che mi pare di aver percepito tra i primi pezzi e quelli da un certo punto in poi. Potete vedere i termini prima parte e seconda parte come virgolettati diciamo. Poi va a gusti; amici han trovato migliore la prima che la seconda. Seconda parte nella quale le cose sono cambiate e nella quale mi ci sono ritrovato di più, in quanto hanno trovato spazio i pezzi un po’ più “potenti” e di conseguenza momenti di rara psichedelia e tutto un altro tipo di energia. E il pubblico infatti, specialmente su pezzi come “Whatever happened to my Rock ‘n’ Roll” e “Six Barrel Shotgun”, ha ampiamente ricambiato, anche se personalmente nel scegliere il pezzo migliore della serata non ho dubbi: “Red eyes and tears”. In definitiva comuqnue è stato un bel concerto, che ha soddisfatto abbastanza la mia curiosità di vederli dal vivo.
Qualcun’altro ci è stato e vuole dire la sua impressione?

One thought on “Concerto dei B.R.M.C. al Rolling Stone del 30/11/2007

  1. ….io ero l ‘amico che ha preferito la prima parte…infatti mi piace molto il secondo album, che tra le altre cose ?® il + criticato e molle (essendo acustico). Per?? che “botta” ne aveva il cantante Dede?? Ahahaha

    Su molti blog ho letto (non in questo intendiamoci) una feroce critica sulla cover di Bob Dylan che i BRMC hanno fatto a Milano. Per me ?® stata emozionante,ed un bel omaggio di Peter Hayes al suo ispiratore.

    Poi vedere uno che canta,suona chitarra,pianoforte e all’occorrenza armonica e trombone….dai non ha prezzo!!! Ciao Dede….Un ultima cosa….

    Ciao Robb?®….

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