Un paio di giorni fa mi ha scritto via mail Fabio, dello staff di Wonderwall, il fans club italiano ufficiale degli Oasis, per chiedermi l’autorizzazione a pubblicare un mio articolo:
Ciao,
ti scrivo brevemente per chiederti l’autorizzazione a pubblicare almeno in parte la tua recensione su Wonderwall numero 30, la fanzine italiana del fans club ufficiale degli Oasis. Sto completando il report delle date italiane di ottobre e ho letto sul web la tua recensione che mi sembra ben scritta e coglie molti aspetti ed emozioni dal punto di vista dei fans.
Attendo comunicazioni entro pochissimi giorni. Devo andare in stampa.
Stay Supersonic,
Fabio
Ovviamente il permesso è stato accordato e Fabio mi ha confermato che l’articolo sarà al 100% sul sopracitato numero della fanzine. Si tratta di questa mia recensione del concerto degli Oasis del 30 ottobre 2005 al Forum di Assago che, peraltro, era già stata pubblicata su un altro portale che si occupa del mondo Oasis: oasisitalia.it.
Se qualcuno, leggendola sulla fanzine, volesse dire la sua a proposito o magari raccontare la sua esperienza dello stesso concerto, questo è il posto giusto.
Eccomi purtroppo già tornato dalla parentesi estiva in Spagna. Scrivo solo ora perchè siamo rientrati sabato sera a mezzanotte ma mi sono infilato dritto nel letto visto che sabato è stata una giornata d’inferno per colpa della mia amica Dani che mi ha fatto fare direttamente Low Club - Aeroporto senza passare dal letto. Ho dormito solo un’ora sul divano della reception dopo che avevamo già lasciato le stanze e 2 ore sull’aereo, quindi sono arrivato a casa a pezzi e ieri ho passato praticamente tutto il giorno nel letto, uscendo solo alla sera per salutare gli amici del bar che non erano con me in Spagna. Qui, intanto, sono 3 giorni che piove: proprio un bel rientro. Le vacanze sono andate alla grande, nonostante non fossero partite proprio con il piede giusto: il nostro volo della Vueling da Malpensa per Madrid è partito con quasi 5 ore di ritardo! I buoni pasto che ci hanno offerto e uno sconto di 20 euro per un futuro volo sono stati meglio di niente, ma non sono riusciti a ridurre più di tanto la nostra incazzatura. Del resto 5 ore di ritardo sulla partenza per le vacanze, oltretutto su un volo da 2 ore, non sono facili da digerire. Ma vabbè. A Madrid, anche questa volta siamo stati alla grande. Chi come me ci ritornava dopo l’anno scorso ha rafforzato la convinzione che sia una città stupenda, sotto molti punti di vista; chi invece ci veniva per la prima volta è rimasto affascinato, esattamente come noi un anno fa. Abbiamo soggiornato all’hotel El Coloso, un 4 stelle dall’arredamento un po’ rustico ma dalla posizione centralissima, attaccato a Gran Via e a pochissimi metri da Plaza de Espana, la cui stazione del metro è la più vicina all’hotel insieme a Santo Domingo. 4 stelle forse sembrano un po’ regalate, niente a che vedere con il 4 stelle dell’anno scorso ad Alicante, per intenderci, però siamo stati decisamente bene e non abbiamo speso molto. A titolo informativo è raggiungibile dall’aeroporto con la matropolitana in 45 minuti al costo di 2 euro nel caso si voglia evitare di spenderne circa 35 per andarci in taxi: Linea 8 Rosa fino a Colombia, Linea 9 viola fino a Pricipe de Vergara e da li Linea 2 Rossa fino a Santo Domingo che è a 50 metri dall’hotel.
Il fatto di avere 2 guide come la nostra ormai ex-concittadina Dani e il suo mitico fidanzato Fiore, lo spagnolo che parla il migliore italiano, slang compreso, di Madrid, ci aiuta; fatto stà che ormai ci destreggiamo per le vie di Madrid e lungo le 12 linee della metropolitana con una certa dimestichezza. Quest’anno, durante il breve soggiorno, abbiamo proseguito la visita delle opere principali lasciata in sospeso l’anno scorso, concentrandoci in particolare sul Palazzo Reale e su tutta la zona li attorno, con tanto di giro panoramico sul Teleferico, una sorta di ovovia dalla quale si ha una ottima visuale di Madrid e soprattutto del verde che la circonda. Tappa obbligata è stata poi al parco del Retiro, ormai uno dei nostri punti preferiti della città; anche questa volta ci siamo fermati alla prima parte e non abbiamo proseguito verso il Palazzo di Cristallo, saltando anche il giro sul lago con le barchette a remi dove l’anno scorso avevamo riso un casino. In pratica, la “gita” al Retiro quest’anno si è limitata ad un aperitivo un po’ pesante al baretto che fa angolo alla fine del lago.
Per quanto riguarda la sera, al sabato, dopo la cena a casa della Dani siamo andati al “Low Club”(che tra l’altro era a pochi passi dal nostro hotel), un locale piuttosto alternativo con ottima musica, un misto tra rock e elettronica. Usciti da li, la Dani ci ha fatto camminare per non so quanti chilometri, in salita (infatti non si contano gli insulti che le ho tirato), fino a quando siamo arrivati in un altro locale del quale non ricordo e non voglio ricordare il nome talmente faceva cagare. Totale, cominciamo bene, con un rientro in hotel alle 9 e mezza del mattino. La domenica invece, quando la vita notturna di Madrid si riduce notevolmente, abbiamo fatto un giro dalle parti di Plaza de Santa Ana, entrando in diversi locali per un chupito o una cerveza a scrocco prima di andare al Joy, la discoteca più conosciuta di Madrid, che sta diventando anch’essa una tappa fissa delle nostre vacanze spagnole, nonostante rappresenti un investimento a sè stante: 18 euro di ingresso e consumazioni da 10 euro a botta. La sera seguente tranquilla, visto che al mattino dovevamo lasciare la stanza e spostarci a Chiclana de la Frontera, sull’oceano. Il volo, sempre Vueling, da Madrid a Jerez de la Frontera, è stato l’unico dei 4 effettuati a partire in orario. In compenso l’odissea è iniziata una volta arrivati li per cercare di raggiungere Chiclana. Abbiamo il bus che dall’aeroporto di Jerez ci ha portato alla stazione centrale dei bus, da qui abbiamo aspettato un’oretta e abbiamo preso un secondo bus che ci ha portato da Jerez a Càdiz(Cadice) e da qui un terzo bus che finalmente ci ha portato a Chiclana. L’Hostal Villa, dove abbiamo soggiornato è proprio in centro città e, per fortuna, attaccato alla stazione dei bus e dei taxi. Diciamo che vale i soldi che costa: stanze piccole, bagno minuscolo e terrazzo piccolo, inagibile o assente a seconda della stanza. Ce lo aspettavamo così, ed essendo l’unica cosa in cui abbiamo trovato posto ce lo siamo fatti andare bene. Quantomeno i gestori erano molto simpatici. L’unico inconveniente è stato il fatto che la cittadina è divisa in 2 parti: il centro, dove eravamo noi, e la zona della spiaggia (La Barrosa-Nuovo Sancti Petri); nel centro non c’è una mazza, soprattutto alla sera, e si deve andare nel lungomare per i ristoranti, i locali e le discoteche. Alla fine la si risolve con 2 taxi, 10 euro ognuno a viaggio da dividere in 4 e bon. Peccato che la prima sera ci è capitata una cosa impensabile: essendo in 8, abbiamo preso 2 taxi da 4 per andare a cena sul lungumare, quando a un bel momento abbiamo fatto un incidente uno con l’altro; noi davanti abbiamo sentito una botta della madonna, ci siamo girati e abbiamo visto i nostri amici con lo sguardo del terrore perchè il loro simpaticissimo autista aveva deciso di cercare l’accendino, cadutogli per terra, per accendersi una sigaretta(sorvoliamo sul fatto che sul taxi non si può fumare) e non ha quindi visto che noi che avevamo frenato, piantandoci cosi una bella inculata. Una bella botta ma per fortuna nessuno si è fatto niente. Bella sfiga però, un inizio tutt’altro che incoraggiante. Per andare in spiaggia invece, c’era un bus ogni 15 minuti che ce ne impiegava altrettanti, quindi tutto a posto. Alla sera il programma era bene o male sempre lo stesso: cena in un ristorante sul lungo mare, giro per qualche locale e poi finale al Capote, l’unica pseudo-discoteca proprio vicina. Per la cena validissima la Marisqueria da Antonio, dove per 2 sere abbiamo mangiato ottimo pesce in quantità, bevuto ottimo Barbadillo e speso poco. Per il pre-Capote abbiamo girato tra la Taberna di San Patrizio, e tutti i locali nella zona del centro comercial Miramar, dei quali non ricordo i nomi ma di sicuro uno va segnalato per la buona musica che proponeva (ho preso in simpatia il posto perchè la prima canzone che ho sentito appena entrato è stata “Upon This Tidal Wave Of Young Blood” dei Clap Your Hands Say Yeah) e l’altro perchè offriva secchielli di sangria da 5 litri con mega-cannuccie a 10 euro e secchielli analoghi di Coca&Brugal (bevanda per eccellenza delle ferie) a 30 euro. Quest’ultimo rischia di passare come un tentato omicidio! 
Altri posti di Chiclana da segnalare riguardo al discorso cibo sono: il Ristorante El Santuario, un posto veramente bello esteticamente dove cucinano una carne alla grigla che è la fine del mondo, 36 euri spesi bene; il Tabita’s pizza burger, economico e buono, pizza un po’ pesante ma valida, da frequentare prima delle 8 e mezza causa successivo pienone all’inverosimile; la pizzeria Charly dove sono buoni sia la pizza che i primi, è sempre pieno di gente e sul tardi c’è un sacco da aspettare.
Una sera siamo andati nel paese vicino, Conil de la Frontera, che abbiamo scoperto essere molto migliore di Chiclana, oltre che proprio sul mare, per una serata alla discoteca Icaro; non male.
In sostanza a Chiclana abbiamo passato 10 giorni intensi, senza risparmiarci pressochè nessuna serata e allo stesso tempo senza saltare nessuna giornata di mare. Abbiamo dormito poco, tutto li. La spiaggia La Barrosa, è una figata: spiaggia immensa, mare pulito e a temperatura ideale, belle onde e veramente un sacco di gente. Ci andavamo sempre intorno alle 2 o alle 3 e restavamo ad oltranza visto che da quelle parti si può tranquillamente restare in spiaggia fino alle 8 e mezza senza problemi.
Poi il ritorno a Madrid(stavolta da Chiclana all’aeroporto di Jerez ci siamo andati direttamente in taxi: 12 euro a testa, mezz’ora di viaggio, invece che quell’agonìa col pullman), col solito ritardo di un’ora sul volo, nello stesso hotel di prima, El Coloso. Il Fiore e la Dani ci hanno portato a cena in un posto di specialità tipiche spagnole veramente fantastico, “La Chata”, dove abbiamo siamo arrivati con una fame mostruosa e abbiamo mangiato tanto da impressionare i camerieri. Poi un’ultima serata al Low Club, dove suonava un DJ amico del Fiore, che peraltro era un DJ dello “Stereo” di Alicante, locale simbolo delle vacanze dell’anno scorso dove abbiamo passato quasi tutte le serate. Poi per gli irriducibili, grazie alla Dani, colazione, se cosi si può chiamare visto che abbiamo bevuto solo birra, in un baretto li vicino, con DJ, amici dei DJ e altra gente ubriaca varia ed eventuale :-). Infine, quando si poteva tranquillamente andare a dormire, visto che era già chiaro da un bel pezzo, la Dani ha avuto la fantastica idea doccia e poi giro per negozi a fare i regali, cosi mi sono ritrovato da “El Corte Inglès” che non stavo più in piedi dalla stanchezza. Ad ogni modo ho comprato tutti i regali di cui necessitavo, mi sono comprato la maglia della Spagna originale e una bottiglia del mitico Pacharàn da portare ai miei e sono tornato in hotel giusto in tempo per lasciare la stanza. Ho fatto appena in tempo ad appisolarmi sul divano della reception che era ora di partire con la metrò in direzione aeroporto, dove sono arrivato con addosso si e no un’ora di sonno: un disastro. Comunque con la solita ora di ritardo, alla quale ormai ci eravamo abituati, siamo partiti per tornarcene tristemente a casa dove abbiamo trovato ad accoglierci 3 giorni incessanti di pioggia, freddo e le nostre care zanzare.
Voglio tornare in Spagna!!
Ah, è ufficialmente partito il mio corso di spagnolo da autodidatta. La prossima volta devo essere all’altezza della situazione.
La valigia, a fatica, si è chiusa. Siamo ormai a poche ore dalla partenza: aereo per Madrid alle 22:10 da Malpensa, 5 giorni di soggiorno nella capitale Spagnola con un sacco di cose da vedere (alcune già viste l’anno scorso) e poi aereo per Jerez de la Frontera da dove raggiungeremo poi Chiclana de la Frontera per una decina di giorni di mare, o meglio di oceano. D’obbligo provare il surf.
Il tempo stringe e ho ancora un sacco di cose da fare e preparare, quindi non mi dilungo. Bye.