Concerto Oasis, forum di Assago, 30 ottobre 2005
Ecco, con un po’ di ritardo, la mia recensione del concerto:
Due domeniche fa, il 30 ottobre, sono andato a vedere gli Oasis per la terza volta nella mia vita, la seconda quest’anno dopo l’esibizione targata Heineken Jammin’ Festival. Il luogo è il forum di Assago (MI), dove li avevo già visti il 22 novembre 2002. Il biglietto recita ore 21 ed è annunciata anche la presenza dei “The Coral” come supporter della serata. Entro nel palazzetto intorno alle 19 e dopo aver velocemente constatato che ci son già più persone di quelle che mi aspettavo per quell’ora, il mio sguardo viene attirato verso un enorme striscione dove, bianco su azzurro, trova posto un imponente “Noel Fucking Genius”. Qualche minuto prima delle 20 iniziano i The Coral, non hanno neanche il tempo di prendere in mano gli strumenti e già da tutte le parti si levano le urla “fate In the morning”. Voglio dire, non li conosci e va bene, ma evita la sfacciataggine di richiedere a gran voce l’unica canzone che hai sentito giusto perchè la radio ti bombarda, e ascolta. Neanche io li conosco come fossero la mia band preferita, so che han fatto 4 album e ne ho sentiti bene solo 2, non so associare le canzoni ai titoli ma almeno evito di mettermi a richiedere all’impazzata sta benedetta “In the morning” e mi metto in attento ascolto. E mi accorgo subito che mi piacciono, riescono a riproporre in chiave moderna le loro chiare influenze che si rifanno al passato, direi 50-60. Son davvero bravi, suonan bene per un po’ meno di un’oretta e alla fine giungo alla conclusione che “In the Morning” è uno dei pezzi meno belli che han fatto, ha tiro si, ma non molto di più. Alla facciazza di tutti quelli che la volevano e che l’han cantata a squarciagola manco fosse “We Are The Champions” dei Queen.
Alle 21 l’attesa raggiunge il suo apice e la gente inizia ad incitare a gran voce gli Oasis, si sente l’energia che inizia a chiedere di essere sprigionata. 21:18, si spengono le luci e parte l’intro “Fucking in the bushes”, ci siamo. Entrano e i miei occhi cercano subito Liam, è lui la star, Noel è il genio, ma la star è Liam. Il primo pezzo è “Turn up the sun”, prima traccia dell’ultimo disco “Don’t believe the truth”, bella, moderna, british, un ottimo inizio. Poi “Lyla”, buona resa dal vivo e si inizia a cantare alla grande. Sono in ottima posizione, vedo benone e anche l’audio è perfetto, la voce di Liam imponente e precisa, che figata. Il terzo pezzo è da intenditori, da fans veri, è una delle mie preferite, “Bring it on down”, e subito dopo, dedicata da Liam a Kate Moss, una “Morning Glory” da brividi che inizia a far muovere la gente, seguita da un’altro pezzo forte, “Cigarettes & Alcohol”. Liam è incredibile, nella sua consueta posizione e ancora una volta mi stupisco del suo carisma, di come riesca ad attirare a se la completa attenzione della gente standosene fermo con le mani sui fianchi e lo sguardo disperso sulla folla. E’ un frontman atipico, non salta, non balla, non fa casino eppure tiene in mano tutto quanto il pubblico. Guarda la folla e annuisce ripetutamente, soddisfatto della risposta della gente. E’ un grande. Bellissimo come suona dal vivo il penultimo singolo (è uscito ora “Let there be love”) “The importance of being idle” che in realtà mi piace un sacco già in album version e poi l’apice dello spettacolo, Noel imbranca l’acustica e ci regala “The Masterplan” che fa illuminare un’infinità di accendini in tutto il palazzetto oltre a tirar fuori da ognuno tutto il fiato che c’è in corpo. Il concerto va via che è un piacere, è bellissimo, loro son carichissimi, eseguono i brani alla perfezione e ringraziano praticamente ad ogni pezzo. Sono in forma, tra i fratelli è tornata armonia e gli show dal vivo non possono far altro che beneficiarne, e si vede. “Songbird”, la potente “Acquiesce” e poi “Live Forever”. “Live Forever”? Bè, semplicemente “Live Forever”! Riesco a farmi piacere in versione live anche “Mucky Fingers” che da cd non digerivo molto e poi arriva “Wonderwall”, l’Inno, si si con la I maiuscola. Per fortuna stavolta la fanno come l’han scritta, in versione originale e non acustica in versione alla Ryan Adams come spesso negli ultimi anni e già anche nel 2002. Subito dopo parte “Champagne Supernova” e ho un sussulto, al HJF a Imola a metà canzone Liam se ne era andato per non tornare più, mandando a puttane il concerto e facendosi tirare dietro, oltre alle mie bestemmie, oggetti di ogni tipo. Stavolta niente di tutto ciò, canzone fantastica eseguita in modo fantastico e pericolo scampato! C’è ancora il tempo di una grandiosa “Rock’n'Roll Star” prima della pausa. Si riparte poi con altri due pezzi dell’ultimo album, “Guess god thinks I’m abel” e “The meaning of soul” prima di quel capolavoro sonoro che è “Don’t look back in anger”. Gran finale a luci accese con “My Generation”, cover degli Who, canzone di un’energia incredibile che scatena sotto al palco un pogo e un movimento non proprio caratteristici di questo tipo di concerti. E questo è di sicuro un merito. Durante il concerto Liam ha lanciato al pubblico anche 3 dei suoi tamburelli scatenando sotto al palco delle vere e proprie carneficine per accaparrarselo.
Che spettacolo, tutta un’altra storia rispetto all’Heineken Jammin’ Festival, li mi avevano fatto incazzare, a Milano invece mi hanno esaltato alla grande. Unica pecca il fatto che non mi abbiano fatto “Supersonic”.
Purtroppo non avevo una fotocamera digitale e pure le registrazioni audio fatte col cell son venute na merda.
Madonna scrivendo questo articolo mi sembra di essermi rivisto il concerto.
Ah, se vi sembra un po’ di parte o troppo celebrativa potrebbe essere per il fatto che sono la mia band preferita da quando è uscita la loro prima nota. Ma quando parlo di un concerto cerco sempre di essere obbiettivo anche se si tratta di loro. A Imola li ho riempiti di merda, sto giro son stati grandissimi. Giuro!
2 Commenti
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il 13 Dicembre 2005 alle 01:52:20
[...] La recensione che avevo fatto del concerto degli Oasis del 30 ottobre al Forum di Assago l’avevo inviata anche allo staff di oasisitalia.it che me l’ha pubblicata e, ad oggi, era già stata letta/vista 58 volte. L’indirizzo è questo. [...]
il 27 Agosto 2007 alle 16:45:49
[...] ha confermato che l’articolo sarà al 100% sul sopracitato numero della fanzine. Si tratta di questa mia recensione del concerto degli Oasis del 30 ottobre 2005 al Forum di Assago che, peraltro, era già stata [...]