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Cube Zero – Ernie Barbarash

Per seguire la moda degli ultimi tempi di film che escono per raccontare la storia che precede quella di un altro film o di una serie di film girati precedentemente, i cosiddetti prequel, opposto di sequel, ecco “Cube Zero”. L’ho visto ieri sera in dvd.
Questo film, anno 2004, arriva quindi come prequel dei precedenti “The Cube” di Vincenzo Natali, anno 1997 e “Hypercube: Cube 2” di Andrzej Sekula, anno 2002, nel quale il regista di questo terzo capitolo, Ernie Barbarash, ricopriva già il ruolo di “screenwriters”, sceneggiatore. La storia è sempre la stessa: un gruppo di persone che si ritrova in questa struttura, senza ricordare nulla. Stanze all’apparenza tutte uguali, ma con la fondamentale differenza che alcune sono libere mentre altre contengono trappole, quasi sempre mortali. E tra queste stanze devono trovare la via per uscire.
In “Cube Zero” però, per la prima volta, si vede anche una parte esterna al cubo; una sorta di sala comandi da dove due semplici impiegati monitorano l’intera struttura ed eseguono gli ordini che provengono dai piani alti, ordini che possono arrivare e decidere della vita degli “ospiti” del cubo e che, loro malgrado, non posso rifiutarsi di eseguire.
In generale è un film senza molto tiro, talmente uguale ai precedenti da farlo risultare forse superfluo, con l’ulteriore peggioramento nel modo in cui le trappole uccidono le persone all’interno del cubo, troppo esagerate, con immagini che risultano quasi ridicole (vedi inizio film). Altra cosa che non mi è piaciuta è la storia del soldato col microchip impiantato, utilizzato dai piani alti come infiltrato. L’idea ancora ancora ci sta, ma scandaloso è il modo in cui è realizzata con questo soldato che a mò di supereroe vola e diventa invincibile.
Per concludere lo reputo un film da guardare giusto per la curiosità di completare la trilogia, ma tutt’altro che imperdibile. Se dovessi dargli un voto mi aggirerei intorno ad un 5, 5 e mezzo.

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