Archivio Mensile di
Agosto 2005
Vita Quotidiana 30 Agosto 2005, 15:08:02, 166 parole
primo allenamento, pensavo peggio
Ieri sera primo allenamento della nuova stagione calcistica. Ritrovo ore 8 al campo sportivo. La voglia non era moltissima, ma ci son andato. Ovviamente durante i primi allenamenti, la cosiddetta preparazione, il pallone non lo si vede di striscio ma si pensa solo e soltanto a correre. Avevo paura di crollare dopo 5 minuti invece, tutto sommato, il mio fisico ha retto bene e non ho accusato più di tanto. Avevo paura di non farcela perchè era da 4 mesi che non facevo sport e in più arrivavo da una brutta distorsione alla caviglia sinistra che ancora adesso mi da qualche problema. E poi le ferie, la festa del paese di questi giorni, tutti fattori a sfavore degli atleti. Ma forse non ho accusato poi più di tanto. Anche stamattina i dolori, strananemente, non erano molti. Meglio così. Ma qualcuno di questi verrà fuori nei giorni a seguire, quando arriveranno scatti, allunghi, ecc..il primo giorno è stato solo di corsa per fare un po’ di fondo.
Music 27 Agosto 2005, 18:54:59, 239 parole
ancora una volta Oasis
Il giorno prima di partire per le ferie ho scoperto che gli Oasis, da sempre mia band preferita in assoluto, avevano aggiunto una nuova data italiana al loro tour. Data, domenica 30 settembre. Luogo, Filaforum di Assago (Mi), anche se non sono sicuro che si chiami ancora Filaforum. Sono quindi subito andato a prendermi il biglietto, investendo per esso una cifra tutto sommato non esagerata, 32,20 euro, compresa la prevendita. Per gli Oasis li ho spesi senza il minimo problema.
Questa sarà la terza volta che li vedrò dal vivo. Li ho già visti sempre al Filaforum di Assago il 22 novembre 2002 (quella volta pagai, prevendita compresa, 28,70 euro) e il 12 giugno di quest’anno a Imola, all’Heineken Jammin’ Festival. Quest’ultima non è stata di sicuro una delle loro migliori esibizioni, anzi, con Liam che ad un certo punto saluta e abbandona il palco perchè senza voce, dopo aver mandato ripetutamente a fanculo uno dei tecnici audio. La delusione è stata per la durata dello show, un’ora e venti, contro le 2 ore e mezza dei R.E.M., le 2 ore dei Green Day e via dicendo. Per la qualità niente da dire, stavano suonando alla grande.
Nel 2002 invece era stato uno spettacolo esagerato, da brividi, reso ancora più indimenticabile dal fatto che era la prima volta che li vedevo dal vivo.
Spero che in questo nuovo concerto non finisca come all’heineken. Se Liam prova di nuovo ad andarsene lo ammazzo.
TV e Cinema 24 Agosto 2005, 15:41:34, 316 parole
Cube Zero - Ernie Barbarash
Per seguire la moda degli ultimi tempi di film che escono per raccontare la storia che precede quella di un altro film o di una serie di film girati precedentemente, i cosiddetti prequel, opposto di sequel, ecco “Cube Zero”. L’ho visto ieri sera in dvd.
Questo film, anno 2004, arriva quindi come prequel dei precedenti “The Cube” di Vincenzo Natali, anno 1997 e “Hypercube: Cube 2″ di Andrzej Sekula, anno 2002, nel quale il regista di questo terzo capitolo, Ernie Barbarash, ricopriva già il ruolo di “screenwriters”, sceneggiatore. La storia è sempre la stessa: un gruppo di persone che si ritrova in questa struttura, senza ricordare nulla. Stanze all’apparenza tutte uguali, ma con la fondamentale differenza che alcune sono libere mentre altre contengono trappole, quasi sempre mortali. E tra queste stanze devono trovare la via per uscire.
In “Cube Zero” però, per la prima volta, si vede anche una parte esterna al cubo; una sorta di sala comandi da dove due semplici impiegati monitorano l’intera struttura ed eseguono gli ordini che provengono dai piani alti, ordini che possono arrivare e decidere della vita degli “ospiti” del cubo e che, loro malgrado, non posso rifiutarsi di eseguire.
In generale è un film senza molto tiro, talmente uguale ai precedenti da farlo risultare forse superfluo, con l’ulteriore peggioramento nel modo in cui le trappole uccidono le persone all’interno del cubo, troppo esagerate, con immagini che risultano quasi ridicole (vedi inizio film). Altra cosa che non mi è piaciuta è la storia del soldato col microchip impiantato, utilizzato dai piani alti come infiltrato. L’idea ancora ancora ci stà, ma scandaloso è il modo in cui è realizzata con questo soldato che a mò di supereroe vola e diventa invincibile.
Per concludere lo reputo un film da guardare giusto per la curiosità di completare la trilogia, ma tutt’altro che imperdibile. Se dovessi dargli un voto mi aggirerei intorno ad un 5, 5 e mezzo.